Bordeaux nasce il decanter: il museo che celebra l’arte e la cultura del Vino.

Una città del vino nel cuore di una delle capitali mondiali della bevanda cara Bacco. E’ stata svelata al pubblico in queste ore, la Cité du Vin – struttura a metà tra un museo canonico e un parco a tema. Si trova, naturalmente, a Bordeaux. Inaugurazione fatta ieri, presenti il presidente francese François Hollande e il primo cittadino della capitale della Gironda e della regione Aquitaine-Limousin-Poitou-Charentes, Alain Juppé.
Una struttura creata dallo studio parigino XTU. Alta 55 metri, dalle forme tondeggianti e sinuose che, esaltate da una copertura costitutita da 900 pannelli (riflettenti) di vetro, 2500 pannelli di alluminio placcato in oro, il tutto sostenuto da un possente scheletro di legno, crea un effetto che evoca il lento scivolare della bevanda nel bicchiere e che allo stesso tempo è in tono con le pietre delle architetture neoclassiche circostanti, che sono il marchio della città della Gironda. Un edificio eye-catching, al punto che qualcuno l’ha gia definito il Guggenheim di Bordeaux, evocando il capolavoro di Frank O. Gehry che ha cambiato il volto della non lontana Bilbao e la non improbabile eventualità che le due opere creino attorno a sé un pacchetto capace di incrementare esponenzialmente i flussi turistici dell’area.

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l’inaugurazione della Cité du vin a Bordeaux, intende celebrare il vino in tutte le sue sfaccettature. Non solo quello francese ma di 80 importanti territori del pianeta, Italia compresa. Il Conegliano Valdobbiadene è tra i 22 paesaggi del vino selezionati. “A world of cultures” è il payoff che sintetizza la missione di questa iniziativa. Già, la Francia come casa mondiale che prende la forma liquida del vino che ruota in un bicchiere, a ridosso della Garonna. Un decanter sulle rive del fiume che stima di accogliere ogni anno circa 450 mila visitatori (ticket a 20 euro) e un giro d’affari di 38 milioni di euro. Al suo interno: mostre permanenti e temporanee, strade del vino, degustazioni, un’enoteca con 800 etichette, installazioni teatrali, musica, una biblioteca, boutique e il ristorante Le7 (al settimo piano, affidato al gruppo Nicolas Lascombes). Ristorante con una cucina contemporanea creativa nel rispetto della tradizione regionale, con carta dei vini importante da 500 referenze. Il ristorante sarà accessibile a pranzo e cena senza passare dalla biglietteria e potrà ospitare fino a 70 commensali in sala, con 35 posti in più in terrazza, con vista su Bordeaux e la Garonna. Per un break veloce, invece, i visitatori del museo potranno rivolgersi all’enoteca con piccola cucina Latitude 20: alla proposta di tapas dal mondo si accompagnerà una carta internazionale di vini, con referenze provenienti da più di 80 Paesi.
Altra parte non irrilevante del “pacchetto”, le “Wine Routes”, tour attraverso i più celebrati vigneti dell’area saranno offerti ai visitatori. Uno di essi, sarà incentrata sull’evoluzione del vino e delle “civilità” che vi si sono costituite attorno. Per un’esperienza davvero multisensoriale.
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